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martedì 5 marzo 2013

L'amore dietro al pagliaio

Rosa fresca aulentissima, è così che lo spasimante definisce la sua "madonna" nella tenzone di Cielo D'Alcamo, autore vissuto alla corte palermitana di Federico II nella prima metà del 13° secolo ritenuto tra i primi autori della letteratura italiana e così comincia anche a raccontare Tommaso Bigi al museo Le Garavelle sabato sera 2 marzo
Tutti riuniti al focolare ad ascoltare.
Dovevo capirlo subito che questo salto indietro nel tempo in un'epoca in cui per rubare un bacio ci si nascondeva dietro il pagliaio, ci avrebbe inevitabilmente portato a fare i conti con la condizione femminile e il ruolo della donna nella società! Insomma, di ritorno da questa bellissima serata organizzata dalla cooperativa sociale Il Poliedro, mi rimane insieme al fascino per il gusto, le abitudini, i valori di un nostro passato popolare, anche una certa incazzatura ( si può scrivere incazzatura in un blog?) per questa incessante ricerca d'uguaglianza fra uomo e donna anche ( e soprattutto) se si parla di "amore" con la a maiuscola o minuscola che sia!
Ma rapita dall'affabulazione del cantastorie Bigi, non me ne curo inizialmente e mi lascio trasportare dai racconti a Venezia, nell'atmosfera ironica ed erotica della commedia La Betìa di Ruzante.  Anche questa una tenzone d'amore tra il contadino Zillio e la Betìa, dove le metafore, i temi, i toni, le immagini, anziché attingere al mondo dello spirito, dell'angelicato, del paradiso, attingono alla ruspante concretezza contadinesca della materialità quotidiana, al corporale, al sensibile, all'animalesco. Ecco piano piano, ricordando l'Historia de duobus amantibus di Enea Silvio Piccolomini e la incredibile storia del duca Vincenzo Gonzaga e della sua "verga", ci avviciniamo sempre più al tema della serata: l' amore presso il popolo contadino di 100 anni fa. Qualcosa di animalesco. Inutile girarci atttorno, dice Tommaso Bigi, la donna era considerata al pari di una bestia da acquistare al mercato. 
Ma anche in questa situazione di assoggettamento, forse c'era spazio per i sentimenti.
Tommaso ci parla di un amore fatto di sguardi e avvicinamenti alle veglie, sull'aia, alla messa, un amore consumato nella stalla,  nel bosco mentre la donna pascolava le pecore ( ma in questo caso molto spesso era una violenza e la colpa era sempre della donna consenziente), nei campi, e poi più avanti, amore sulla lambretta o nella 500. 
Ma in tempo di guerra o dopopguerra, quando gli uomini emigravano, ci si sposava anche per procura. Moglie e buoi dei paesi tuoi! Non fa una piega! E così a molte donne capitava anche di sposarsi con uno sconosciuto ... neanche presente alla cerimonia!
Veniamo pertanto ai racconti dei matrimoni e di tutta la ritualità che li accompagnava: il fidanzamento, i complimenti ( regali fra parentado), il pranzo rigorosamente preparato dalla sposa, il corredo, la dote, la serenata e poi la gravidanza, il parto, la quarantena. Una vita difficile per la donna! 
Durante la serata ci vengono offerti i confetti, gli zuccherini ( dei dolci a forma di anello fatti con farina, acqua, anice), beviamo il rosolio, osserviamo e ascoltiamo Giuseppina e Francesca, ricamatrici della ditta Busatti, che ci dimostrano il lavoro al tombolo e i loro manufatti pregiati e antichi...ridiamo e scherziamo con gli aneddoti di Tommaso sulle prime notti di nozze, e addirittira arrivano anche due "sonatori" con la fisarmonica, il clima della serata è squisito, si fa dolce e nostalgico ma a me viene una gran tristezza ...perchè non riesco a vedere nessun segno di emancipazione per queste donne di cui abbiamo narrato tutta la serata, per queste che sono state anche le mie nonne
Ma per fortuna una speranza mi arriva, quando Tommaso ricorda cosa portavano con se le donne quando si trasferivano a casa del futuro marito:
il credenzone con il corredo, la macchina da cucire, e la BICI!!! EVVIVA! Finalmente un segno di emancipazione!
La testa mi si riempie di immagini di donne in bicicletta: suffragette, staffette partigiane, eroine che si battono per il diritto di voto e la libertà...fino ad oggi ! Penso alla bambina saudita Wadjda sulla sua bicicletta verde: un film che racconta di un paese dove le donne, ancora oggi, non possono guidare l’auto, votare, lavorare sotto retribuzione, sposarsi senza il consenso del padre. Quasi 150 anni dopo, la bicicletta ancora non ha esaurito la propria forza emancipatrice nei confronti del genere femminile! 
Questa serata al museo Le Garavelle assume il valore di tenere viva la memoria per non dimenticarsi le lotte femminili per ottenere il riconoscimento della piena dignità! Almeno per me questo ha significato e sono orgogliosa di esserci stata!
 

lunedì 28 gennaio 2013

C'era una volta

C'era una volta...alle falde dell'Appennino, ai piedi del monte Giove, lungo le antiche strade di comunicazione tra lo stato Pontificio e il Granducato di Toscana, un mirabile castello, con torri, logge, il giardino, la cinta muraria e quant'altro si addice ad un vero castello.
E c'è ancora...solo che ora è diventato museo di se stesso! un raro esempio di dimora storica quasi integra.
Il castello della famiglia Bufalini ha accolto ieri tanti bambini curiosi, venuti a giocare alle dame e i cavalieri.

Sono le "avventure" della cooperativa Il Poliedro, che da tempi immemori oramai sfida le leggi austere delle varie sopraintendenze ai beni culturali e apre i musei a quei "draghi" dei bambini"!
Questi arrivano in quantità, armati di matite e pennarelli, e pretendono di conoscere ogni angolo del castello! Anche in giardino oserebbero addentrarsi nel labirinto! Fanno un sacco di domande ... impertinenti sulla ricchezza di questi signori Bufalini e si confrontano con essi, hanno l'ardore di dire che la loro cameretta è molto più bella e accogliente di quella del marchese tal dei tali!
Beh ovviamente sto scherzando..ma tante cose ieri mi hanno fatto sorridere durante la visita!
Tante cose mi hanno meravigliato molto positivamente!

Ad esempio, questi ragazzi, che abitualmente partecipano agli eventi organizzati dal Poliedro in giro per musei e città, oramai si conoscono bene tra di loro, sono una tribù! E hanno molta confidenza anche con le operatrici: Elisa, Isabella non hanno più segreti per loro!
Sono attenti ed esperti, riescono a fare connessioni fra quello che imparano da una domenica all'altra, conoscono le regole del gioco, rispettano ciò che hanno attorno e chi hanno attorno! Maneggiano i concetti base di architettura medievale e rinascimentale, se la cavano con le torri, i ponti levatoi, gli scaloni, i loggiati...cos'è un affresco? chiedetelo a loro! Dei, semidei e personaggi mitologici ... li conoscono meglio degli eroi dei fumetti! Stemmi, simboli, allegorie e varie iconografie ve li trovano anche nelle miniature!
Impressionante.

Con la loro leggerezza, interrogano Elisa e Isabella!
Mi piacciono questi bambini curiosi!

Trascorrono due ore, Davide e Olivia ( i miei bambini ) se ne vanno con il loro vestito da dama e cavaliere e con una richiesta: vogliono tornare perchè non hanno visto l'albero parlante! E chissà la prossima volta quali altre storie ci racconterà! 
Clicca sulla galleria fotografica qui sotto per vedere altre immagini.
C'era una volta...castello Bufalini

martedì 22 gennaio 2013

Il fiore dei tempi

A forza di inventarmi ogni volta una domenica diversa per i bambini, sto imparando molte cose nuove anche io e molte curiosità sulla nostra regione.
Ad esempio, quanti sanno che il Barbanera, il più celebre lunario d'Italia, vecchio più di 250 anni, è nato a Foligno ?
La scorsa domenica abbiamo partecipato ai laboratori creativi organizzati da Inartem presso il Museo dell'Olivo e dell'Olio di Torgiano; in occasione della mostra Il fiore dei tempi - l'Italia che cambia negli almanacchi Barbanera ( 1950 - 1980), i bambini hanno lavorato alla realizzazione pratica di un calendario...un pomeriggio dedicato al tempo, grande protagonista, il tempo che passa, quello che torna e che, a chi saprà coglierlo, potrà mettere a disposizione il suo più bel fiore ( citazione. uff. stampa mostra).
L'introduzione al laboratorio è molto affascinante e ci porta indietro nel tempo di 250 anni ( il primo almanacco uscì dalla stamperia folignate nel 1762) e in una dimensione fantastica a metà fra la storia e la leggenda.
Saggio, filosofo e astronomo. Tutto questo si dice di Barbanera. La figura è chiaramente quella del solitario astronomo-astrologo misuratore del tempo che osserva le stelle per dedurre, dai loro ciclici movimenti, il ritmo dell'anno e le previsioni di pratica utilità.
Sempre ritratto con i suoi strumenti di misura: il telescopio e il compasso, tradizione vuole che Barbanera sia veramente vissuto a Foligno. Cresciuto in una numerosa famiglia, andò giovanissimo a studiare in convento. Ben presto però, spinto da una forte vocazione eremitale, lasciò la vita monastica per isolarsi e dedicarsi alla contemplazione del cielo. D'altro canto già in epoca medievale prima di lui altri, negli stessi luoghi, si cimentavano nella lettura del..futuro...vivendo fra i monti ( da cui la denominazione Monti Sibillini), più stregoni però che scienziati come era invece Barbanera.

La costruzione del nostro calendario procede dopo altre evocazioni sulla luna e le sue fasi, l'arte del coltivare, le feste pagane e religiose, l'alimentazione e qunt'altro gravita attorno al concetto di tempo.

Io seguo le fasi della lavorazione in cui si cimenta Giosuè...
ma la testa mi rimane su questa storia:
Uscito dalla stamperia di Pompeo Campana, con la bisaccia stretta al corpo, il venditore raggiunse con passo rapido Piazza Grande. Brulicante di gente, la Piazza accoglieva quel giorno i banchi della Fiera di Santo Manno. Era il 15 settembre del 1761. Tra mercanzie di ogni genere, broccati e monili,  l'ambulante decise di attendere il momento migliore per tirare fuori quel carico per lui tanto prezioso. Una giornata calda e limpida aveva infatti spinto compratori e curiosi, di Foligno e di fuori città, a trascorrere alla fiera le prime ore del mattino. La campana della Cattedrale batté le dieci. All'ultimo rintocco un richiamo attraversò l'aria: Barbanera! Barbanera di Foligno! Santi, fiere, tempo e lune. E per tutti, il Discorso generale del famoso Barbanera, per l'anno 1762"…

domenica 10 luglio 2011

Arte&Arte

Arriviamo un pò in ritardo in Pinacoteca...sicuri che la cerimonia d'inaugurazione avrebbe tardato ad iniziare...ci sentiamo un pò a casa, veniamo così spesso!
Ma invece...ci sbagliamo, hanno già iniziato, quindi saliamo di corsa lo scalone di Palazzo...e troviamo nella seconda sala...un esplosione di colori...insolita!



Colori: portati dagli ospiti con i loro sgargianti abiti estivi e colori negli allestimenti!

Le opere fisse della pinacoteca...sono per questa volta una semplice, per quanto bellissima, scenografia: al centro dell'attenzione le opere di artigiani locali.



E così compaiono accanto a Raffaello, Signorelli, Ghiberti...anche le opere artistiche in ceramica del tifernate Luca Baldelli e di Alvaro Binaglia di Deruta, le stoffe del Casentino di TACS, i mobili artistici di Veronica Mariucci, ma non solo... stoffe pregiate con le produzioni di Busatti, sculture di Alberto Bufali e Franco Giorni, e opere d'arte del tifernate Elio Mariucci e dello Studio d'Arte Appia di Perugia.

A dare un'emozione vera ci sono loro, gli autori in carne ed ossa che si raccontano, forse anche troppo modestamente, e parlano in mezzo alla gente e partecipano anche loro all'itenerario di visita, ciascuno intervenedo al proprio turno. L'associazione fra un artigiano e un artista in pinacoteca oppure una specifica sala...non è mai casuale, sembra un gioco e ai bambini piace molto: divertiti riconoscono subito..."gl'intrusi" e quando il prof. Attilio Brilli, commentando l'allestimento dello scultore Giorni, fa una domanda al pubblico presente, ci manca poco che non alzano la mano e vogliono pure rispondere!!
Brilli ci domanda: sapete perchè queste opere si armonizzano così bene con le grottesche, e le scene dell'VIII salone del palazzo? perchè dice sono fortemente allegoriche, rappresentano temi senza tempo, gli stessi temi raffigurati alle pareti. Io sono veramente affascinata, non so se leggo delle allegorie ma vedo: una donna proiettata verso l'alto che cerca libertà, un'altra intenta in sapienti gesti quotidiani che con grande equilibrio usa degli oggetti, e poi bambini che giocano, che esultano che si spogliano! Si, Brilli ha proprio ragione! Le stesse allegorie dell'epoca classica!
Al termine di questa prima visita di apertura della mostra, nel giadino del Palazzo tutti si ritrovano per un aperitivo, due chiacchiere, un commento. Gli artigiani/artisti si confrontano fra di loro, doveva essere così anche nel rinascimento!
Così la casa/museo vive! Rivive! Gli intervenuti sono a loro agio: portare l'artigianato in una casa dell'arte è una grande idea democratica che avvicina le persone alla creatività e alla sperimentazione!
Così si è avviata la edizione 2011 di Percorsi d'Estate che vedrà la Pinacoteca, ma non solo, trasformarsi di volta in volta in qualche altra ambientazione! Durante questa prima serata c'è già chi si è messo a giocare a nascondino, chi a fare graffiti emulando quelli di Vasari, chi ha raccolto le chiocciole, chi ha approfittato per una piacevole conversazione, chi ha finalmente fatto conoscenza con i nuovi arrivati! Auguri e in bocca al lupo a Fabiana con Leonardo, alle Silvie, Isabella, Antonella, Debora, Alessandra per i vostri prossimi appuntamenti e per la vostra cooperativa!

lunedì 21 marzo 2011

Primavera di fiori al museo


Nonostante un freddo ancora intenso, ieri siamo andati a cercare la primavera in Pinacoteca a Città di Castello. Il museo è stato l’affascinante cornice di un curioso e suggestivo percorso per conoscere il linguaggio dei fiori e la rinascita della natura.

Per l’occasione le sale della pinacoteca sono state abbellite con gusto e fantasia da fiorai locali con decori e composizioni floreali. Silvia e Isabella , socie della cooperativa Il Poliedro, ci hanno fatto scoprire la simbologia di fiori, frutti e piante che usavano gli artisti nel passato per impreziosire le loro opere arricchendole di elementi carichi di significato, sia per quanto riguarda la cristianità che l’araldica.

Ho dovuto prendere appunti...perchè non immaginate quanti simboli! Nulla lasciato al caso...più che opere d'arte, al termine della visita, mi sono sembrate messaggi criptati!!
Ad esempio nella pala di Giorgio Andrea di Bartolo raffigurante La Madonna del Latte, che tante altre volte avevo osservato, per la prima volta l'attenzione viene posta non sul Bambino disegnato come un piccolo uomo ( bruttino a dire il vero), non sul seno della madonna che sembra staccato dal corpo della donna a simboleggiare il distacco fra l'essere umano e il divino, ma sulla VERZURA su cui è seduta la madonna! Su questa verzura il pittore dipinge piccole campanule bianche e delle fragoline di bosco. Le campanule infatti sono conosciute anche come Calici della Vergine perchè sembrerebbe che assetata potè bere solo la rugiada racchiusa in queste campanule. Le fragoline invece hano tutto un significato simbolico: la foglia tilobata rocorda la trinità del suo figlio, il fiore bianco la sua purezza, il frutto rosso la passione sempre del figlio. Per quel che mi riguarda le fragoline di bosco sono legate al ricordo di bellissime passeggiate con gli amici nei sentieri del Pratomagno quando svuotavamo le borracce dall'acqua per metterci le fragoline appunto e poi casa farci la marmellata o la guarnizione del gelato!!
Comunque, andando avanti, ne scopro delle altre!
Di fronte al Gonfalone della Trinità di Raffaello raffigurante in un lato
la scena della Creazione di Eva, con Dio Padre che estrae la costola dal corpo di Adamo, troviamo un alestimento floreale con foglie di fico, ovviamente. Silvia ci fa notare che molto probabilmente il frutto proibito mica era una mela? Ma un fico, scusa! Si coprono con la foglia di fico e allora ci sarà stato un albero di fico mica un melo? Mi sembra giusto. Siamo rimasti un pò così a bocca aperta...Tra l'altro come frutto della passione il fico...è bel più allusivo di una mela! Anzi il fiore del fico! Quella cosa buonissima è un'infiorescenza in realtà!
Tante altre curiosità ho appreso: su cardi, querce, alloro, ulivo, gigli, violette, melograni, mele cotogne, pere, cetrioli, uva, limoni, pigne tutto dentro alla pinacoteca! Sembra un mercato, più di un museo, vero?



domenica 27 febbraio 2011

Tutti i nodi vengono al pettine


Ho partecipato sabato 26 febbraio all'evento DONNE LAVORO TRADIZIONE realizzato da Il Poliedro Cultura presso il Museo della Tela Umbra a Città di Castello.
Le socie de Il Poliedro, da quando le frequento per il lavoro con Passepartout, mi hanno fatto conoscere la storia di Alice Hallgarten: una donna che giunse a Città di Castello nel 1900 ed entrò subito in comunione con la popolazione tifernate. Soprattutto si sentì vicina ai bambini e alle donne di una società povera verso la quale desiderava manifestare una concreta solidarietà. Le innovative iniziative didattiche per i figli dei suoi contadini alla villa della Montesca e la straordinaria intuizione del Laboratorio Tela Umbra hanno segnato la vita culturale e sociale tifernate del Novecento.
Io mi sono sentita subito fortemente attratta da questa personalità e ho voluto approfondire la biografia e la storia di Alice.
Scopro durante la visita condotta da Antonella, Isabella e Clara che Alice non era animata solo da desiderio filantropico di offrire opportunità di lavoro a donne indigenti della sua nuova terra di residenza o da aspirazione culturale!
Era un'attivista vera, una imprenditrice sociale!
Inaugurò il Laboratorio Tela Umbra nel 1908. Già vi funzionavano 14 telai; altri erano in costruzione. Allora contava due maestre e 15 tessitrici. Alice ha insegnato alle donne del tempo a fare della loro abilità ( molte tessevano per farsi il corredo da sposa) un'occasione di lavoro! ad emanciparsi! Capite?.
Nonostante le prevedibili difficoltà dell’avvio, Alice aveva di che essere orgogliosa del suo stabilimento.
Alice era un'abile organizzatrice aziendale, vigile nella tutela delle operaie e nella solidarietà sociale. Nessun altro ambiente di lavoro in città poteva vantare le stesse condizioni igieniche, con moderni bagni e ambienti ampi e ariosi; inoltre le tessitrici potevano lasciare i propri bambini in un asilo interno, così da dedicarsi alla professione senza preoccupazioni.
A beneficio delle operaie prevedeva pure la ripartizione annuale degli utili al netto di ogni spesa.
Alice, quando si assentava da Città di Castello, seguiva il Laboratorio e le Scuole della Montesca e di Rovigliano, attraverso la corrisposndenza epistolare con Maria Pasqui ( la sua "vice"). Clara, che per l'occasione interpreta Alice, ci legge una lettera a Marietta in cui si parla di consegne, ordini, turni, stesura del bilancio!

Durante la visita di sabato, nelle sale del museo della Tela Umbra, le socie del Poliedro rievocano con delle scene animate l'agire di questa donna.
E quando scendiamo al laboratorio funzionante dell'attuale Tela Umbra...e conosciamo Tiziana e Ulna, tessitrici socie lavoratrici della TELA UMBRA, mi viene un brivido!
Le ascolto un pò e poi non resisto, faccio la domanda per me più importante, chiedo:-E oggi in che forma societaria è gestita la Tela Umbra?- Mi sento rispondere come avrei voluto sentire: -Una cooperativa- E lo sguardo di complicità che mi giunge dagli occhi di Tiziana mi emoziona sinceramente...vediamo insieme una storia di lavoro, di sacrifici, di tenuta!!!
Io, che lavoro per la cooperazione sociale, ma che passo le mie giornate a fare i powerpoint o i post sui blog...mi sento parte di un tutto anche se il mio lavoro non è più manuale, anche se non uso più le mani e i piedi per guidare un telaio mostruoso!

Sono felice. Tra poco sarà l'8 marzo...a noi ci piace ricordare così il significato della Giornata Internazionale della Donna!

Sono felice che qualcuno voglia raccontare queste storie ai miei figli! In macchina al ritorno mi riempono di domande. All'improvviso si sono trovati nel bel mezzo di una drammatizzazione, in un'aula di scuola, con i banchi, la lavagna, i materiali didattici montessoriani, la maestra e altri alunni. Hanno ascoltato la lettura del tema di Rosetta che va a scuola e si prende anche cura delle galline. Ci siamo detti con le altre mamme presenti alla visita: alla Scuola della Montesca e di Rovigliano i bambini del 900 avevano più strumenti didattici che nelle scuole attuali!

Beh ho imparato anche tante curiosità sul Tramare e l'Ordire! E penso che un viaggio per scoprire tutto questo ne valga proprio la pena!

Ah dimenticavo! Il Poliedro, oltre tutto, si occupa di accoglienza proprio nei luoghi delle Scuole e nello stesso Palazzo che oggi ospita il museo della Tela Umbra! Proprio un intreccio bellissimo di storie di donne, lavoro, cultura!

mercoledì 25 agosto 2010

Percorsi d'estate 2010



Ne accadono di tutti i colori...una carrellata di immagini di tutti gli eventi in corso a Città di Castello e dintorni...a cura della cooperativa Il Poliedro!

Ancora in programma numerose iniziative in Pinacoteca Comunale, per le vie della città...in tutti gli spazi storici e culturali...e anche inconsueti!

Consultate il programma!
Seguiteci su Facebook! Cercate: Pinacoteca comunale di Città di Castello / Eventi e didattica

giovedì 1 luglio 2010

ESTATE TRA ARTE E CULTURA CON PERCORSI D’ESTATE




Torna per la sesta edizione Percorsi d’estate, l’insieme di iniziative culturali che Il Poliedro, in collaborazione con il Comune di Città di Castello e con i Patrocini della Regione Umbria e della Provincia di Perugia, propone a cittadini e turisti che vorranno divertirsi ed esplorare l’Alta valle del Tevere seguendo eventi tra arte e cultura.
In questa sesta edizione trovano di nuovo spazio iniziative che tanto hanno entusiasmato nelle precedenti edizioni, tra cui “Segue dibattito”
(www.seguedibattito.it), performance di giovani artisti, inseriti nel panorama nazionale dell’arte contemporanea, seguiti da Matilde Martinetti, giovane curatore locale; torna l’ormai immancabile “Misteri a palazzo”, con la suggestiva apertura notturna del museo tra presenze e leggende, “La città sconosciuta”, percorsi alla scoperta di tesori nascosti di Città di Castello e la “Notte al Museo”, che lo scorso anno ha visto 50 bambini partecipare ad una notte magica rivolta esclusivamente a loro, dove personaggi, suoni e atmosfere della Pinacoteca di Città di Castello si sono magicamente animati nel corso della notte. Suggestioni, giochi e meraviglia in una serata rivolta solo a loro, che si è conclusa dormendo tutti insieme con sacco a pelo ed allegria nelle sale del museo. Tornerà nel 2010 anche “Muse al Museo”, in cui teatro e arte si sposano in un suggestivo evento che darà vita ai quadri e agli artisti che li realizzarono.
Ma non mancheranno le novità, tra cui “L’Arte del Sapore”, che unirà all’arte i sapori dei cibi tradizionali umbri, “Notte di San Lorenzo”, che coinvolgerà gli appassionati del cielo e delle stelle in un percorso nuovo ed intrigante all’interno della Pinacoteca comunale. Nuovo anche l’evento proposto alle famiglie, “GAR – VILLE: la FaRM-VILLE tifernate”, appuntamento per grandi e bambini che vorranno sfidarsi in giochi e gare di abilità presso il Centro delle Tradizioni Popolari e contadine di Garavelle. Fanno per la prima volta comparsa, inoltre, nuovi percorsi che coinvolgeranno, oltre Città di Castello, altre località dell’Alta Valle del Tevere, per conoscere, scoprire, giocare, divertirsi, insieme alle ricchezze e al patrimonio culturale del territorio. Trovano infatti spazio per la prima volta iniziative culturali organizzate a Montone e San Giustino insieme alle Amministrazioni comunali locali, che contribuiscono così a rendere l’offerta ancora più completa e di indubbio valore culturale per tutta la vallata.
Questo sarà “Percorsi d’estate 2010”, un insieme di iniziative vive e coinvolgenti, per un museo che ha bisogno di veder partecipi sempre più persone, per fare e creare cultura nel periodo più colorato e bello dell’anno.

Per saperne di più, il programma delle iniziative è disponibile in Pinacoteca a Città di Castello, o su face book, nello spazio gruppo “Pinacoteca comunale di Città di Castello/Eventi e didattica”, oppure a questo link
Per informazioni:
Poliedro Cultura, 075 8520656 – 075 8554202 (dal martedì alla domenica)

Poliedro Cultura - Società Cooperativa sociale Il Poliedro Corso Vittorio Emanuele, 40
06012 Città di Castello (Pg)
cultura@ilpoliedro.org, tel. 075 8520656 - 075 8522655

sabato 24 aprile 2010

XII SETTIMANA DELLA CULTURA

CITTÀ DI CASTELLO – PINACOTECA COMUNALE
SABATO 24 E DOMENICA 25 APRILE 2010 – ORE 21,00

“INVITO A CORTE” - Visite guidate in costume a Palazzo Vitelli alla Cannoniera


In occasione della Settimana della Cultura, Palazzo Vitelli alla Cannoniera aprirà le porte ai visitatori che vorranno tuffarsi nel meraviglioso mondo del Rinascimento tra dame e cavalieri. Palazzo Vitelli alla Cannoniera, con le sue sale affrescate e i suoi dipinti, custodisce un passato ricco di eventi e personaggi, di cui si narra e si raccontano leggende e curiosità.
Un percorso ricco di fascino, guidati da dame in costume, per approfondire la conoscenza del bellissimo palazzo tifernate, vivendo emozioni nuove e suggestive.
L’evento è organizzato da Il Poliedro, insieme all’Amministrazione comunale di Città di Castello. È necessario prenotare.


Quota di partecipazione: € 4,00 a persona.

Per informazioni e prenotazioni:
Poliedro Cultura: 075 8554202 – 075 8520656 (dal martedì alla domenica), Via della Cannoniera, 22/A – 06012 Città di Castello (PG) - E-mail:
cultura@ilpoliedro.org

Poliedro Cultura - Società Cooperativa sociale Il Poliedro Corso Vittorio Emanuele, 40
06012 Città di Castello (Pg)
cultura@ilpoliedro.org, tel. 075 8520656 - 075 8522655

venerdì 29 gennaio 2010

Percorsi d'Inverno


Ultima settimana di gennaio ricca di appuntamentia a Città di Castello in compagnia di Poliedro Cultura.

Sabato 30 gennaio
Ore 15,00 "Sconfinado" - Monterchi e la Madonna del parto di Piero della Francesca

Sabato 30 gennaio
Ore 17,30 "Ce vedemo 'n Piancoteca"

Domenica 31 gennaio
Ore 15,00 "Città di castello da Scoprire"

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